IL PROCESSO CREATIVO

Tra le tante sequenze nella formazione del processo creativo proposte dai diversi autori, Graham Wallas e Richard Smith nel 1926 ne elaborano una che nell’individuare cinque fasi, ricondotte poi a quattro, riconosce un’alternanza tra pensiero logico e pensiero analogico: il primo procede in modo lineare, per sequenze causa/effetto, prima/dopo, premesse/conseguenze, il secondo si sviluppa in modo non lineare per somiglianze/differenze, suggestioni, metafore. Eccole riassunte e integrate con un paio di punti, il primo e l’ultimo, che oggi più che nel lontano ’26 richiedono cura, attenzione e professionalità specifiche nella loro realizzazione.

DAMMI IL BRIEF

DAMMI IL BRIEF

Non è una fase che fa parte del processo creativo, ma che lo anticipa. Che la squadra sia numerosa o meno, l’obiettivo deve essere definito, il quadro della situazione chiaro, condiviso o condivisibile, le responsabilità e gli incarichi assegnati, il budget determinato, la timeline precisata, il target di riferimento individuato.

VEDERE, NON GUARDARE

VEDERE, NON GUARDARE

Da dove si comincia? Dalla raccolta sistematica e metodica dei materiali su cui lavorare. E della loro organizzazione. Capacità di individuare un problema, familiarità con i fatti di base, orientamento alla soluzione sono caratteristiche personali che facilitano questa fase in cui la mente, oltre che la RAM del pc , comincia a immagazzinare immagini, parole, suoni, colori. Sensazioni e suggestioni percepite in ordine casuale determinano un caos primordiale di stimoli che poco a poco troverà il proprio ordine.

ELABORO, ERGO CREO

ELABORO, ERGO CREO

L’incubazione è un processo che si sviluppa per prove ed errori e/o per flussi di pensiero apparentemente disordinati e altalenanti. Continua anche quando l’attenzione cosciente è sospesa o dedita ad altro. Tratto tipico della personalità creativa – insieme alla curiosità, all’apertura mentale, all’individualismo, all’anticonformismo, all’attitudine ad assumere rischi e alla resilienza – è la tenacia: averla o non averla fa spesso la differenza tra successo e insuccesso. Il lavoro creativo è per definizione frustrante – dice Edison: “1% ispiration, 99% perspiration” – e per questo un genio è spesso e inaspettatamente una persona di talento che ha fatto diligentemente tutti i compiti a casa e con ostinazione ha resistito di fronte alle difficoltà.

ACCENDI LA TUA LAMPADINA

ACCENDI LA TUA LAMPADINA

Si può arrivare alla soluzione del problema dopo ripetute sessioni di prove ed errori oppure per caso. Ma l’intuizione, spesso istantanea e folgorante, dell’esistenza di una soluzione inaspettata e differente da tutto quanto si era ipotizzato in precedenza è senz’altro un’esperienza sorprendente, capace di regalare forti reazioni emotive. Talvolta viene preceduta dalla sensazione di essere sulla strada giusta e da un’eccitazione crescente. E, no, non è una caratteristica solo umana.

VERIFICO E METTO A PUNTO

VERIFICO E METTO A PUNTO

Si tende a relegare la creatività al mondo dell’arte. In realtà sono creativi anche gli imprenditori che intercettano nuove opportunità e gli scienziati che nell’offrire soluzioni differenti rispetto a quelle dominanti, tendono a sollecitare l’affermarsi di nuovi paradigmi di riferimento. Perché il loro lavoro venga riconosciuto, il metodo scientifico prevede un’argomentazione formale delle scoperte che, partendo da una serie di assiomi o principi fondamentali, possa dimostrarne la consistenza. E, sì, i risultati degli esperimenti devono essere ripetibili.

PRESENTAZIONE

PRESENTAZIONE

Quante volte un’idea, un’ottima idea, non ha avuto la forza di affermarsi perchè presentata e argomentata in modo non appropriato? Non lo sapremo mai. Possiamo conoscere, invece, tutte quelle belle idee e quei prodotti e quelle iniziative che sono state sapientemente veicolate da professionisti artisti nella persuasione, capaci di inventare narrazioni per trasmettere valori e creare bisogni là dove non ce n’erano.

PORTFOLIO

Per conoscere fino in fondo un processo non è possibile limitarsi alla parte teorica, bisogna sperimentarlo concretamente. E così  ho fatto.

Pubblico, con una imprecisata dose di garibaldina spavalderia, alcune mie creaturine. Probabilmente nessun designer mi offrirà uno stage nel suo studio di New York, ma nel metterle a punto mi sono divertita, ho conosciuto tante belle persone, ho imparato molte cose di un mestiere diverso dal mio.

E posso dire che sì, Graham Wallas aveva ragione.

FALLIRE NON È MORIRE

Tra i tanti nemici della creatività, uno in particolare mi affascina: il timore di fallire. Chi tenta strade diverse, propone soluzioni non ovvie, si approccia ai problemi da nuove prospettive e punti di vista singolari, deve fare sempre i conti con le aspettative e il giudizio del gruppo di riferimento. E con se stesso.

Quante volte non ascoltiamo un’ispirazione, abbandoniamo un progetto, escludiamo soluzioni perché risultano originali, diverse, troppo audaci? Ci spaventano, ci scomodano, ci disturbano. Anche nell’affrontare i problemi tendiamo a mettere in atto gli stessi comportamenti, seppure inconsapevolmente. È uno scherzetto, una scorciatoia cognitiva della nostra mente che lavora per schemi e tende a ripeterli: ma di sicuro, ci farà ottenere lo stesso risultato, giusto o sbagliato che sia. Giusto o sbagliato che sia (no, non è una ripetizione). Se siamo nel giusto tutto è ok, ma se siamo fuori rotta?

Allora è bene rischiare, accettare un possibile fallimento, l’incertezza e l’ambiguità come parti integranti del processo. E mollare gli ormeggi.

 

L’esperienza della sconfitta, e in particolare il modo in cui un leader reagisce ad essa,

è una parte essenziale dell’essere vincitori.

Sir Alex Ferguson – Leggendario allenatore del Manchester United

Sir Alex Ferguson – Leggendario allenatore del Manchester United

La cultura italiana, e più in generale europea, ha bisogno di capire che è impossibile non fallire nella vita,

che gli insuccessi sono solo un mancato tentativo,

un’opportunità che ci viene data per migliorare ancora le nostre idee e trasformarle in progetti vincenti.

Sarah Lewis – Curatrice museale e critica d’arte della Harvard University,

Sarah Lewis – Curatrice museale e critica d’arte della Harvard University,

Dobbiamo accettare il fatto di poter prendere decisioni sbagliate,

e che il fallimento non è l’opposto del successo, ne è parte.

Arianna Huffington – Presidente e direttore dell’Huffington Post Media Group

Arianna Huffington – Presidente e direttore dell’Huffington Post Media Group

I believe we are the best place in the world to fail – we have plenty of practice! -,

and failure and invention are inseparable twins.

( da lettera_agli_investitori )

Jeff Bezos – CEO di Amazon

Jeff Bezos – CEO di  Amazon

ABOUT ME

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Ciao, sono write essay Morena Luppi e curo questo blog nel tempo libero per divertimento e per passione. Sono laureata in Scienze della Comunicazione, appassionata di grafica, pubblicità e copywriting.

Mi piace pensare che ogni cosa possa evolversi attraverso la creatività, perché all’origine di ogni storia di successo c’è sempre un’idea nuova e utile portata avanti con tenacia, competenza e talento.

Credo che insieme alla bellezza e al lifestyle tipicamente italiani, la creatività possa contribuire a dare una sferzata di energia a questa nostra economia così anemica e sono convinta che il pensiero creativo debba essere nutrito, sostenuto e allenato quale insostituibile risorsa individuale per affrontare con più leggerezza le incognite del futuro.

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essay writing service price Perché un altro blog?  Ma per raccontare storie, per condividere idee, per raccogliere la provocazione di Eco  “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli…”.  Alzo il calice, accetto il rischio di aumentare la famigerata schiera e scrivo secondo ispirazione delle mie passioni. Rewind è un esperimento nato per riunire molte esperienze degli ultimi anni, è un divertimento, è un progetto in divenire. Benvenuti su Rewind! 

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Lei è la Lilli. www.grademeup.net Che c’azzecca con il blog? Mah, non so bene. Però c’era quando mi preparavo per gli esami universitari, c’era quando studiavo i programmi di grafica, c’era quando seguivo i corsi di wordpress, c’era anche quando hanno hackerato il mio vecchio blog e c’è anche adesso, proprio in questo momento. Insomma, lei c’è…come la Ceres.

THANKS

crop tataSe ti sono piaciute le illustrazioni che ho inserito in questo blog e volessi sapere chi ne è l’autore, ecco svelato l’arcano. Sono opera di Alessandra Fatigati, diploma d’arte al Liceo Arcangeli di Bologna, laurea in fashion designer allo IUAV di Venezia, specializzata in calzature al Polimoda di Firenze. Attualmente lavora per il brand Elisabetta Franchi. Qui trovi alcuni dei suoi progetti, raccolti in un portfolio che abbiamo curato insieme.

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